Concorso scolastico nazionale EDUKI: il dado è tratto

Formazione per tutti? Purtroppo no, lo costatano anche i bambini.

Il 20 aprile 2018 oltre 800 bambini e giovani hanno animato la grande Sala delle Assemblee nel Palazzo delle Nazioni a Ginevra. Tutti loro – e molti altri – hanno partecipato al concorso nazionale della Fondazione Eduki e attendevano con ansia di sapere se erano tra i 18 vincitori. Il tema «Perché la scuola? Verso un’istruzione di qualità per tutti», e quindi il quarto obiettivo di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, li ha impegnati, in alcuni casi, per settimane.

È sorprendente e interessante vedere come i bambini e i giovani delle diverse regioni del Paese abbiano riflettuto intensamente e in modo creativo sul tema «una scuola per tutti». Con fumetti e giochi di società, con produzioni video e radiofoniche, con collage e su magliette hanno elaborato le sfaccettature più diverse del tema principale. In particolare si sono soffermati, ad esempio, sul fatto che nel mondo più di 100 milioni di ragazze non possono frequentare la scuola, che ovunque, anche nel nostro Paese, vi sono ancora giovani che, per vari motivi, vengono emarginati. Gli allievi delle elementari hanno costruito la loro scuola da sogno con scatole di cartone, gli adolescenti hanno creato pezzi rap.

Martine Brunschwig Graf, presidente della Fondazione Eduki, l’ha detto senza mezzi termini: «L’istruzione è un bene prezioso. […] I vostri lavori dimostrano che avete riflettuto su questo tema, che avete capito anche che l’istruzione non deve essere un privilegio ma un diritto garantito a tutti».

La Fondazione conferma con il concorso il suo ruolo chiave nel sensibilizzare e sostenere bambini e giovani nell’ambito dell’attuazione dell’Agenda 2030. «L’integrazione degli OSS nell’insegnamento scolastico è imprescindibile per l’attuazione comune dell’Agenda 2030», ha dichiarato l’ambasciatore Michael Gerber, incaricato speciale del Consiglio federale per l’Agenda 2030.

La lista dei vincitori su www.eduki.ch.

Crédits photos: © Sigfredo Haro / Eduki

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