La Pace di Friburgo del 1516: i due esemplari originali riuniti dopo oltre cinque secoli

A più di cinque secoli dalla loro firma, i due esemplari originali del trattato di pace perpetua di Friburgo sono stati eccezionalmente riuniti nella città in cui il trattato fu concluso nel 1516. Una cerimonia ufficiale, organizzata il 3 settembre 2026, ha celebrato la loro iscrizione nel Registro internazionale Memoria del Mondo dell’UNESCO.
Conclusa il 29 novembre 1516 tra il re di Francia Francesco I e i XIII Cantoni svizzeri, all’indomani delle guerre d’Italia e della battaglia di Marignano, la Pace di Friburgo pose fine a diversi anni di conflitto. Andava tuttavia oltre un semplice accordo volto a porre fine alle ostilità.
Moderno nella sua concezione, il trattato disciplinava anche la risoluzione delle controversie che avrebbero potuto sorgere in futuro tra le parti. Queste ultime dovevano dapprima cercare di raggiungere un accordo amichevole. In caso di insuccesso, la controversia doveva essere sottoposta ad arbitri designati da ciascuna delle parti; qualora questi non fossero riusciti a trovare un accordo, l’intervento di un terzo avrebbe dovuto consentire di giungere a una decisione.
Il trattato prevedeva quindi modalità per risolvere future controversie senza ricorrere nuovamente alle armi. Costituisce pertanto un’importante testimonianza della storia delle relazioni internazionali e dello sviluppo di meccanismi di risoluzione pacifica delle controversie.
Riuniti nel luogo in cui furono sigillati
Il trattato è giunto fino a noi in due esemplari concordanti: uno, redatto in tedesco e destinato ai XIII Cantoni svizzeri dell’epoca, è conservato presso l’Archivio di Stato di Friburgo; l’altro, redatto in latino e consegnato al re di Francia Francesco I, è oggi conservato presso gli Archives nationales de France.
L’iscrizione dei due documenti nel Registro internazionale Memoria del Mondo dell’UNESCO nel 2025 è il risultato di una candidatura preparata congiuntamente dall’Archivio di Stato di Friburgo e dagli Archives nationales de France e successivamente presentata all’UNESCO dalla Commissione svizzera per l’UNESCO. Per celebrare questo riconoscimento, nel settembre 2026 i due esemplari sono stati riuniti a Friburgo per la prima volta dal 1516, nello stesso luogo in cui il trattato era stato elaborato e i suoi due esemplari sigillati.

© Etat de Fribourg
Una celebrazione franco-svizzera
L’iscrizione è stata celebrata ufficialmente il 3 settembre presso il Municipio cantonale di Friburgo, alla presenza di rappresentanti della Svizzera e della Francia.
Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Confederazione Guy Parmelin, il presidente del Consiglio nazionale Pierre-André Page, il presidente del Consiglio di Stato friburghese Philippe Demierre, il presidente del Gran Consiglio Bruno Marmier e l’ambasciatrice di Francia in Svizzera Marion Paradas.
Le commissioni nazionali svizzera e francese per l’UNESCO erano rappresentate dai rispettivi presidenti, Thomas Zeltner e Michèle Ramis. In questa occasione, Thomas Zeltner ha consegnato a Philippe Demierre il certificato attestante l’iscrizione della Pace perpetua di Friburgo nel Registro internazionale Memoria del Mondo.
Nel suo discorso, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha ripercorso la portata storica del trattato e la sua rilevanza ancora oggi:
“Attraverso questo equilibrio, questa architettura di obblighi e questa fiducia organizzata, l’atto del 1516 offre, nel linguaggio del suo tempo, un’intuizione notevole: una pace duratura non si fonda sull’annullamento dell’altro, bensì sul riconoscimento di ciò che questi può legittimamente attendersi.”
Estratto dal discorso del presidente della Confederazione del 3 settembre 2026 (pronunciato in francese)
Incontro con il pubblico
L’iscrizione nel Registro internazionale non mira soltanto a riconoscere il valore e l’importanza di un documento. Creato dall’UNESCO nel 1992, il programma Memoria del Mondo opera per la conservazione del patrimonio documentario, la sua accessibilità e una maggiore consapevolezza della sua importanza.
È in questo spirito che i due originali sono stati presentati al pubblico il 5 settembre, in occasione di una giornata di porte aperte presso il Municipio cantonale. I visitatori hanno così potuto ammirare fianco a fianco i due esemplari del trattato e beneficiare delle spiegazioni di specialisti francesi e svizzeri.
Questa riunione eccezionale ricorda che il patrimonio documentario non appartiene soltanto al passato. Preservarlo, renderlo accessibile e trasmetterne la memoria significa anche permettere alle generazioni presenti e future di comprendere meglio la storia di cui è testimonianza.

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