Funzionamento
Il funzionamento dell’UNESCO si basa su tre componenti fondamentali:
– una struttura di governance intergovernativa, articolata attorno alla Conferenza generale, al Consiglio esecutivo e al Segretariato;
– una rete mondiale di partner e istituzioni specializzate che assicurano l’attuazione dei programmi; e
– un sistema di finanziamento misto, fondato sui contributi degli Stati membri e su risorse extrabudgetarie.
Queste componenti definiscono l’architettura istituzionale dell’Organizzazione e i meccanismi che ne strutturano l’azione.

Governance
La governance dell’UNESCO si fonda su tre organi principali, con ruoli complementari. Insieme, essi definiscono gli orientamenti dell’Organizzazione, ne assicurano l’attuazione e ne garantiscono il corretto funzionamento.
La Conferenza generale
La Conferenza generale è l’organo supremo dell’UNESCO. Riunisce i 194 Stati membri ogni due anni (negli anni dispari, in autunno), presso la sede di Parigi o in un’altra città ospitante. Essa:
- definisce gli orientamenti strategici dell’Organizzazione;
- adotta due documenti fondamentali:
- il documento C/4 (Strategia a medio termine), che stabilisce le priorità e gli obiettivi dell’UNESCO per un periodo di otto anni;
- il documento C/5 (Programma e bilancio), che descrive le azioni concrete da realizzare e le risorse finanziarie previste per un periodo di due anni;
- elegge i 58 membri del Consiglio esecutivo;
- nomina il Direttore o la Direttrice generale su proposta del Consiglio esecutivo.
► FAQ: C/4 e C/5: che cosa significano questi documenti? (clicca qui)
L’UNESCO pianifica la propria azione su due livelli complementari, attraverso due documenti strategici: il C/4 e il C/5.
Il C/4 – Strategia a medio termine
Il documento C/4 definisce la visione d’insieme, le priorità e gli obiettivi dell’Organizzazione per un periodo di otto anni. Stabilisce i principali ambiti d’intervento nei settori di competenza dell’UNESCO e traccia l’orientamento strategico da seguire nel medio termine.
Il C/5 – Programma e bilancio
Il documento C/5 è elaborato ogni due anni. Traduce in modo operativo la strategia del C/4 in programmi, progetti e attività da realizzare, indicando le risorse umane e finanziarie necessarie. Precisa inoltre le scadenze, le aree geografiche d’intervento e i partner coinvolti.
Il C/5 deriva direttamente dal C/4. Consente all’UNESCO di attuare la propria strategia in modo progressivo, adattandosi ogni due anni all’evoluzione dei contesti internazionali e alle priorità degli Stati membri. In questo modo garantisce la coerenza dell’azione, mantenendo al contempo l’Organizzazione operativa e reattiva. In altre parole: il C/4 indica la direzione, il C/5 definisce il percorso, passo dopo passo.
Il Consiglio esecutivo
Il Consiglio esecutivo è composto da 58 Stati membri, eletti dalla Conferenza generale per un mandato di quattro anni. Ogni due anni viene rinnovata metà dei seggi (29), garantendo così continuità dei lavori e rinnovamento della composizione.
Il Consiglio esecutivo svolge un ruolo centrale nel sistema istituzionale dell’UNESCO. Esercita funzioni di supervisione e di orientamento strategico, vigilando sull’attuazione delle decisioni adottate e accompagnando il lavoro dell’Organizzazione tra una sessione e l’altra della Conferenza generale. In concreto, esso:
- si riunisce due volte l’anno a Parigi;
- prepara i lavori della Conferenza generale;
- esamina il programma e il bilancio proposti;
- sorveglia la gestione amministrativa e finanziaria dell’Organizzazione;
- propone un candidato o una candidata alla funzione di Direttore o Direttrice generale, eletto/a dalla Conferenza generale per un mandato di quattro anni.
► FAQ: Qual è il ruolo degli Stati membri in questi organi? (clicca qui)
Gli Stati membri svolgono un ruolo centrale nella governance dell’UNESCO. A seconda dell’organo in cui siedono, dispongono di diritti di iniziativa, intervento, proposta e decisione.
All’interno dei due organi principali — la Conferenza generale e il Consiglio esecutivo — gli Stati membri possono presentare progetti di risoluzione o di emendamento, proporre nuove iniziative e partecipare attivamente ai dibattiti e alle negoziazioni. In questo modo esercitano un’influenza diretta sull’orientamento strategico e programmatico dell’UNESCO, in particolare attraverso l’elaborazione dei documenti C/4 e C/5.
In seno alla Conferenza generale, tutti gli Stati membri siedono su un piano di parità e dispongono pienamente del diritto decisionale. Nel Consiglio esecutivo, invece, solo i 58 Stati membri eletti dispongono del diritto di voto. Gli altri Stati possono partecipare in qualità di osservatori, senza diritto di voto.
L’UNESCO privilegia il consenso nell’adozione delle proprie decisioni. Il ricorso al voto formale è raro, salvo in occasione delle elezioni (ad esempio quella del Direttore o della Direttrice generale). Tuttavia, il regolamento interno prevede che qualsiasi Stato membro possa richiedere un voto su una questione, anche se nella pratica ciò avviene solo eccezionalmente.
Il Segretariato
Braccio esecutivo dell’UNESCO, il Segretariato attua le decisioni adottate dagli Stati membri. È diretto dal Direttore o dalla Direttrice generale. Il Segretariato conta circa 2’000 collaboratori, distribuiti tra la sede di Parigi, gli uffici fuori sede nel mondo – tra cui uno a Ginevra – nonché istituti specializzati e centri tecnici.



Edificio dell’UNESCO a Parigi con, nella hall principale, la scultura «L’Homme qui marche» dell’artista svizzero Alberto Giacometti © Commissione svizzera per l’UNESCO
Una rete mondiale d’azione
Per garantire l’attuazione dei suoi programmi a livello internazionale, l’UNESCO si avvale di una rete strutturata di partner e istituzioni specializzate che ne sostengono l’azione a diversi livelli:
- Centri e istituti di categoria I, , come ad esempio l’Ufficio internazionale dell’educazione (BIE) con sede a Ginevra, che fanno parte integrante dell’UNESCO e contribuiscono direttamente all’elaborazione delle politiche e all’attuazione dei programmi;
- Centri e istituti di categoria II, posti sotto l’egida dell’UNESCO, che operano come istituzioni autonome in ambiti specifici;
- Cattedre UNESCO, che creano reti universitarie e di ricerca su temi prioritari, favorendo il dialogo scientifico internazionale, la formazione e l’innovazione;
- scuole associate e altri network della società civile, che contribuiscono alla diffusione delle tematiche dell’UNESCO e coinvolgono giovani e cittadini in progetti educativi, culturali o ambientali;
- Commissioni nazionali per l’UNESCO, presenti in ogni Stato membro, che fungono da collegamento tra l’Organizzazione, le autorità nazionali e gli ambienti scientifici, educativi e culturali. Esse sostengono la partecipazione nazionale ai lavori dell’UNESCO e l’attuazione dei suoi programmi sul territorio.
Questa rete mondiale consente all’UNESCO di tradurre le sue priorità globali in azioni concrete e adattate ai contesti locali, favorendo al contempo la cooperazione internazionale nei suoi ambiti di competenza.
► FAQ: Centri di categoria I e II: qual è la differenza? (clicca qui)
L’UNESCO collabora con due tipologie di centri specializzati per sostenere l’attuazione dei propri programmi nei suoi ambiti di competenza (istruzione, scienze, cultura, comunicazione e informazione).
Centri di categoria I
Sono istituti direttamente affiliati all’UNESCO e parte integrante dell’Organizzazione.
Sono finanziati dal bilancio ordinario dell’UNESCO e il loro personale può includere funzionari internazionali dell’UNESCO. Questi centri contribuiscono all’elaborazione delle politiche, alla produzione di conoscenze e all’attuazione dei programmi globali.
Centri di categoria II
Sono istituzioni autonome poste sotto l’egida dell’UNESCO, ma finanziate e amministrate dagli Stati ospitanti o da altri partner.
Pur non facendo parte giuridicamente dell’UNESCO, una convenzione firmata tra il centro e l’UNESCO ne definisce le modalità di cooperazione. Questi centri sono specializzati in ambiti tecnici o regionali e svolgono un ruolo essenziale nella diffusione delle competenze, nella formazione e nel rafforzamento delle capacità.
Essi consentono all’UNESCO di ampliare la propria azione senza impegnare direttamente risorse finanziarie o umane a lungo termine.
L’UNESCO collabora inoltre con altri organismi delle Nazioni Unite, associazioni professionali e scientifiche, nonché con organizzazioni e fondazioni non governative. Circa 350 ONG cooperano con l’Organizzazione su progetti specifici.

Finanziamento
Il bilancio dell’UNESCO si basa principalmente sui contributi obbligatori degli Stati membri, calcolati secondo una scala stabilita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite in funzione della capacità economica di ciascun Paese. Essi rappresentano la principale fonte di finanziamento dell’Organizzazione e alimentano il bilancio ordinario, destinato a coprire i costi di funzionamento, il personale e i programmi di base.
In aggiunta, l’UNESCO riceve contributi extrabudgetari, versati su base volontaria da Stati membri, agenzie di cooperazione, fondazioni o partner privati. Questi fondi, destinati a progetti specifici, ammontano oggi a oltre 400 milioni di USD all’anno. Pur consentendo il finanziamento di azioni mirate, sono meno prevedibili e non offrono la stessa stabilità del bilancio ordinario.
Il bilancio integrato dell’UNESCO riunisce queste due fonti di finanziamento – bilancio ordinario e contributi extrabudgetari – in un unico quadro di pianificazione. Questo approccio garantisce coerenza tra gli obiettivi strategici dell’Organizzazione e le risorse mobilitate, facilitando al contempo la trasparenza e il coordinamento tra le diverse tipologie di finanziamento.
In un’ottica di trasparenza, l’UNESCO ha istituito un portale pubblico di informazione finanziaria (Core Data Portal), accessibile a tutti, che consente di seguire in tempo reale l’origine, la destinazione e l’utilizzo dei fondi.
